Allattamento prolungato: i pro

Allattate pubblicamente un bambino di due anni o più ed ecco cosa vi capiterà di leggere nello sguardo di chi vi troverete di fronte: grande stima e rispetto o critica e disdegno. Nessuno spazio per le vie di mezzo.

Nel 2020 l’allattamento prolungato è una tematica molto dibattuta che viene spesso vista come una stranezza o un vizio.
Benché sia ormai una scelta sempre più diffusa tra le mamme, quando arriva il momento di condividere questa pratica al di fuori delle mura domestiche ci si continua a confrontare con tanti pregiudizi e condizionamenti esterni che diventano spesso la causa principale dell’interruzione dell’allattamento.

Nel bene o nel male allattare un bambino è molto diverso dall’allattare un neonato e oggi voglio parlare dei lati positivi dell’allattamento prolungato per dare un punto di vista diverso a tutte quelle donne che si trovano nel limbo di dover fare una scelta basata sul pregiudizio senza la possibilità di valutare entrambi i lati della medaglia.

•Benefici medici

L’Organizzazione Mondiale per la Sanità raccomanda il latte materno come alimento esclusivo fino ai sei mesi e come alimento principale fino all’anno, consigliando di proseguire l’allattamento integrandolo con cibi solidi fino almeno ai due anni o finchè mamma e bambino lo desiderano.
La composizione del latte materno cambia nel tempo, si adatta all’età e ai bisogni del bambino dando non solo i nutrienti giusti in base alla fase della crescita, ma apportando un contributo sostanziale nella formazione delle difese immunitarie arrivando a condizionare anche malattie che si manifestano in età adulta.

•Un boost per l’autostima del futuro uomo:

La consapevolezza che bambino e mamma non sono una cosa sola, la conoscenza di nuove persone, i posti molto affollati, i dentini, il corpo che cambia, nuovi traguardi motori, il distacco…crescere può essere tanto bello quanto difficile e spaventoso.
Man mano che il nanetto diventa grande acquisisce coscienza di se, dello spazio e delle persone che ha intorno e il seno in questi casi diventa molto più di un semplice nutrimento.
È la casa, la tranquillità, il luogo in cui rintanarsi per trovare sicurezza nelle situazioni di stress che il neonato si trova ad affrontare e che ancora deve imparare a gestire.
Ci sono ormai infiniti studi che dimostrano quanto aspettare che il bambino abbandoni autonomamente l’allattamento una volta trovata la giusta tranquillità per affrontare da solo gli stress della crescita, contribuisca a mettere delle basi solide per l’autostima del futuro adulto.

•Un sonnifero naturale

Quante volte mi è capitato di tornare a casa e trovare Tony da ore al buio, stressato da un loop infinito di favole e canzoncine, cercando di far addormentare un Matti che non ne vuole proprio sapere.
Quante volte mi è capitato di avvicinarmi e prenderlo in braccio, attaccarlo al seno e tac…10 min e la polpetta è cotta.
Inutile parlare della comodità della tetta per addormentare il nano, soprattutto in situazioni difficili, rumorose o fuori casa.

•Un bambino che non deve chiedere mai, o che per lo meno sa come farlo!

Avrà fame? Avrà ancora fame? Sta piangendo, vorrà la tetta? Si è fatto male, vorrà di nuovo la tetta? Ha sonno, fammi indovinare…tetta? è possibile che voglia solo e sempre la tetta? Starò sbagliando qualcosa! (E invece no)
Benchè ci siano dei segnali ben precisi per riconoscere un neonato che cerca il seno sfido ogni neo mamma a non andare in stress e paranoia sull’allattamento. Ci siamo passate tutte.
Ma poi il neonato cresce e inizia a farsi capire meglio, partendo da gesti più palesi e arrivando a suoni fino a vere e proprie parole.
Finalmente hai la risposta a tutti i tuoi dubbi!
Allattare un bambino vuol dire sapere quando ha quello specifico bisogno e perchè.
Allattare un bambino che si nutre principalmente con cibi solidi vuol dire non avere lo stress che il tuo latte non sia abbastanza per lui.
Allattare un bambino vuol dire potergli spiegare le situazioni e farlo ragionare (non sempre ma questa è un’altra storia) facendogli capire anche che ci sono momenti in cui siamo impossibilitati ad allattare.

•Una coccola per la mamma

Amore dai un bacino alla mamma? No!
E il cuore si spezza in due, una folata di gelo ti proietta avanti nel tempo di 15 anni e già ti vedi con un adolescente che fugge dai tuoi abbracci e disdegna qualsiasi tipo di effusione sia fisica che verbale.
Ma poi con il sorriso più grande del mondo il nano ti guarda pronunciando le tre paroline magiche: mamma divano tetta!
Il cuore torna a scaldarsi e ti trasformi in quella mamma che prima di diventarlo anche tu avresti definito inquietante.
Ti metti sul divano e mentre Matti si prende la sua coccola anche tu ti prendi la tua, approfittandone per annusargli la testa che profuma di biscotti, accarezzargli la pelle di una morbidezza soprannaturale e riempirlo di tutti quei baci che prima o poi non vorrà più!


Quindi mamme detto questo, lungi da me giudicare chi decide di non intraprendere l’allattamento prolungato.
Ogni donna ha il diritto di fare la scelta migliore per la propria serenità e per quella del bambino.
E con questo viaggio dentro la bellezza dell’allattamento prolungato, l’unico consiglio che mi sento di voler dare è di fare scelte consapevoli senza lasciarsi condizionare dai pregiudizi esterni.
Nella mia esperienza di mamma informarmi e conoscere mi ha fatto spesso abbattere preconcetti che non sapevo neanche di avere, dandomi la possibilità di vivere esperienze stupende che non avrei nemmeno immaginato

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