Portare un neonato: differenze tra i principali supporti

I genitori canguro che affrontano una vita genitoriale dinamica muniti di marsupio mi hanno sempre affascinato, sicura già da tempo che prima o poi sarei diventata una di loro.
Così una volta incinta ho cercato di informarmi il più possibile su tutto il mondo che circonda questa pratica.
Iniziando come sempre da una banale ricerca su google su qual’è il supporto migliore e finendo nel solito sovraccarico cognitivo sotterrata da un’infinità di informazioni, mi sono subito resa conto che ci sono davvero tanti dettagli di cui dover tenere conto: fascia elastica, fascia rigida, marsupio ergonomico, marsupio non ergonomico, danneggerà la schiena del neonato? favorirà dei problemi alle anche?

Non ho trovato reali dati a riguardo, ma con l’intenzione di rispettare al massimo la fisiologia del mio nanetto, ho deciso di iniziare questo percorso nella maniera più consapevole, integrando le mie ricerche con uno dei tanti incontri informativi gratuiti che vengono organizzati dai consulenti del Portare.
Ed ecco qui il frutto delle mie ricerche che oggi voglio condividere con voi.

Vediamo i principali supporti:

La fascia elastica viene usata soprattutto con bambini prematuri. Supporta solo fino ad un certo peso, fino a 5kg o fino a 7 kg in base alle diverse marche ed è possibile utilizzarla solo per un tipo di legatura.


La fascia rigida invece può accompagnare in tutto il percorso da mamma canguro, indipendentemente dal peso, facendo passare il nano dalla posizione davanti nei più piccoli, a quella di lato per iniziare a relazionarsi con il mondo esterno, per arrivare infine alla loro emancipazione con la legatura dietro.


Per quanto riguarda i marsupi non ergonomici le uniche info che mi hanno fatto subito scartare questo tipo di supporto sono che non sostengono bene il collo e vanno a pesare troppo sui genitali. Parliamoci chiaro, chi di noi vorrebbe restare sospeso sulla propria zona x?!
Ho trovato, invece, il marsupio ergonomico una valida alternativa alla fascia, da prendere in considerazione solo dopo il 4 o 6 mesi a seconda del brand e del modello, in quanto comunque il collo non viene sostenuto a sufficienza. Ci sono però molti marsupi ergonomici in commercio che, a differenza di altri, permettono di regolare schienale, seduta, bretelle, cappuccio e chi più ne ha più ne metta.

Volendo iniziare a portare Matti (nato di 3.330 kg a termine) fin da subito, ho optato per la fascia rigida contattando una consulente del portare per imparare in sicurezza come fare legature ad arte da far invidia ad un capo scout.

I corsi si articolano in 3 fasi, portare davanti, di lato e dietro. Per ogni posizione ci sono due o tre tipi di legature da imparare in ordine di comodità e difficoltà.
Per la mia esperienza si parte sempre dalla più facile e meno comoda per arrivare alla più difficile e comoda da usare.
Ho scoperto che per ogni posizione ci sono due tipologie di legature, quelle preannodate in cui puoi mettere e togliere il nano più volte senza bisogno di scioglierle e quelle su misura da fare e disfare ogni volta.
Un percorso un pò lungo ma personalmente nella mia avventura da mamma canguro, con il tempo, le ho trovate tutte più o meno utili in base ai diversi periodi e occasioni e presto vi parlerò dei Pro e dei Contro.

Nel primo incontro, non possedendo già una fascia, me ne sono gentilmente fatta prestare una per qualche giorno dalla coach canguro per poter sperimentare meglio se potesse essere la via giusta da intraprendere.
E non appena mi sono trovata Matti accoalato addosso ho subito capito che la risposta non poteva essere altro che positiva.

Ma è veramente utile affidarsi a delle persone esperte e fare un corso (non sicuramente molto economico) aggiungendo un’ulteriore spesa al bilancio familiare che già si riempie ogni giorno di pannolini, vestitini, creme, cremine, pappe, culle, pesseggini etc etc?

Si trovano infiniti tutorial su youtube su come effettuare legature più o meno corrette e prima che Matti nascesse avevo deciso di affidarmi a qualche vlogger per la mia “formazione” in merito.
Siamo ballerini, artisti, entrambi con una spiccata manualità e grande consapevolezza del nostro corpo. Ce la possiamo fare. Che sarà mai?
Però poi arriva il giorno in cui finalmente ti trovi questo scriccioletto tra le braccia e di fronte alla sua fragilità inizi a sentire il peso delle tue scelte.
Così alla fine abbiamo deciso di affidarci ad un esperto del settore e rimandare a domani l’ennesima scelta imprudente che caratterizza le nostre giornate.

E voi che scelta avete fatto? Passeggino, fascia o marsupio?

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