Bambini: gli stereotipi di genere

Ci preoccupiamo di insegnare tutto ai nostri figli, spesso anche troppo. Cosa è giusto, cos’è sbagliato, cosa si fa, cosa non si fa, cos’è una femmina, cos’è un maschio.
Senza accorgercene li catapultiamo dentro stereotipi di genere che ben presto andranno a far identificare il bambino con il sesso con cui nasce.

Prima ancora di ragionarci abbiamo già dipinto la cameretta del nostro maschietto di azzurro e comprato infiniti fiocchetti per la nostra bimba. Acquistiamo libri di pirati e avventure in cui il bimbo possa ritrovarsi in quanto maschio e libri di fatine e principesse per le nostre bimbe. Ci sorprendiamo se nostro figlio gioca a fare le pulizie, ma non abbiamo sicuramente la stessa reazione se a farlo è nostra figlia.

Senza cattiveria, pregiudizi o forzature ci troviamo a comportarci come la nostra società ci ha abituato.
Ma è giusto nei confronti dei nostri nanetti?
Un bambino può essere quello che vuole.
Fino a qui siamo tutti d’accordo.
Ma quanto sarebbe più facile comprendere e accettare le nostre diversità se non fossimo stati abituati fin da piccoli a rientrare in delle etichette prestabilite?
Quanti/e ragazzi/e gay avrebbero vissuto un percorso meno difficile e travagliato con se stessi e con il mondo esterno se solo gli fosse stata data la possibilità di comprendersi e accettarsi già da piccoli?
Quante donne avrebbero trovato più facilmente il coraggio di intraprendere una carriera prettamente ritenuta maschile se da piccole gli fosse stato insegnato che sarebbero potute diventare qualunque cosa?

Questa non vuole essere una critica ma un punto di partenza per una riflessione.

Detto questo volevo parlarvi di 4 iniziative su questo argomento che ritengo molto interessanti:

– Inizio dai miei tanto amati libri consigliandovi un libro, che purtroppo ho trovato solo in inglese, allegrissimo e coloratissimo.
It’s ok to be different del fantastico Todd Parr (se non lo conoscete vi consiglio di dare un’occhiata a tutti i suoi libri).
È giusto insegnare ai nostri figli ad accettare gli altri qualunque sia il loro sesso, razza e cultura. Questo libro a mio parere affronta l’altrettanto importante tematica dell’ACCETTARE SE STESSI qualunque sia la propria diversità.
Frasi e disegni creativi e semplici ed un unico scopo: far capire che ognuno è speciale e importante per il semplice fatto di essere ciò che è.

– Secondo consiglio per quanto riguarda la lettura coinvolge un’intera collana di libri della casa editrice Giralangolo che con la collana sull’identità di genere Sottosopra che propone a bambini e bambine MODELLI NON STEREOTIPATI.
Bambini con i capelli lunghi, bambine avventurose che guidano aerei, una Biancaneve stufa di pulire e cucinare per 77 piccoli ometti chiede alla strega cattiva non una ma ben due mele per farsi finalmente un lungo riposino nel bosco(Biancaneve e i 77 nani) e molti altri.

– Per un MONDO INCLUSIVO la Mattel ha lanciato creatable world, una serie di bambole che ben si discostano dalla vecchia e tanto amata Barbie.
Un set di bambole gender free: corpi neutri, svariate parrucche e vestiti di qualsiasi tipo per permettere ad ogni bambino di creare il personaggio che più desidera senza alcun tipo di condizionamento o limitazione. “I giocattoli sono il riflesso della cultura e, dal momento che il mondo continua a celebrare l’impatto positivo dell’inclusività, abbiamo sentito che era arrivato il momento di creare una linea di bambole libera da ogni etichetta” – Kim Culmone Senior Vice President di Mattel Fashion Doll Design.

– L’ultima cosa di cui voglio portarvi a conoscenza non è un gioco ma è un progetto europeo sottoscritto dall’AIE, editori italiani associati, per auto regolamentare gli editori alla RIMOZIONE DI STEREOTIPI dalla stesura di libri di testo per favorire lo sviluppo dell’identità di genere.
Questo è il progetto POLITE (Pari Opportunità nei Libri di Testo) nato nel 98, a mio parere un progetto importantissimo e fondamentale per l’educazione e la crescita di bambini e ragazzi, ma purtroppo in Italia le sue indicazioni non vengono ancora seguite in quanto non esiste alcun controllo da parte di enti specifici per valutare la reale qualità delle pubblicazioni e le scuole sono ancora piene di libri di testo in cui la figura della donna e la figura dell’uomo vengono proposte in maniera alquanto sessista.


Con questi spero di avervi invitato a riflettere sull’argomento o di avervi dato qualche spunto per proporre delle attività ai vostri bimbi che abbattano gli stereotipi di cui siamo purtroppo ancora pieni.

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