10 modi per ridurre la plastica nel 2020 (Luglio senza plastica)


Ridurre la plastica. Ci proviamo?

Per ridurre la plastica Plastic free July lancia una sfida verso l’eliminazione della plastica, partendo dal mese di luglio, sperando di portare in ognuno di noi un cambiamento più duraturo.
È un movimento che nasce nel 2011 dalla Plastic Free Foundation.
Con il motto “be part of the solution” scende in prima linea per guidare ogni individuo in una sfida con sé stesso verso la visione di un mondo senza plastica.

Ridurre la plastica: è possibile?

Questo è un tema che mi sta molto a cuore e da 2 anni ormai sto cercando di eliminare la plastica dalla mia vita.
Difficile? Sì.
Impossibile? Per chi vive in città assolutamente sì.

E quindi cosa possiamo fare?

Eliminare la plastica al 100% è difficilissimo, io ci provo costantemente senza riuscirci fino in fondo e basta entrare in un supermercato per capire il perché.
Però nell’attesa che l’industria alimentare smetta di confezionare tutto in confezioni di plastica, ci sono tanti modi per ridurne il consumo.
Come ci ricorda Plastic Free July possiamo comunque essere parte della soluzione e sul loro sito potete trovare tantissimi spunti per ogni occasione.

Io oggi ho deciso di raccontarvi le piccole abitudini che ho adottato giorno dopo giorno nel mio quotidiano, nella speranza di riuscire a darvi qualche spunto interessante ma prima capiamo perché faccio tutto questo.

Ridurre la plastica: perché farlo

Qualche dato veloce sulla plastica fornito da National Geographic:

  • La maggior parte della produzione di plastica deriva dagli ultimi 15 anni. Siamo passati da 2,3 milioni di tonnellate degli anni 50 a 448 milioni di tonnellate del 2015, ed entro il 2050 è previsto un raddoppiamento di questi numeri.
  • Ogni anno circa 8 milioni di tonnellate di rifiuti di plastica finiscono negli oceani. Equivale a buttare cinque buste di immondizia ogni 30 centimetri di costa in tutto il mondo.
  • Alcune plastiche possono possono metterci anche 400 anni prima di degradarsi.
  • Circa 700 specie animali sono state in qualche modo colpite dalla plastica
  • Negli anni 80 è stata scoperta nell’Oceano Pacifico un’isola galleggiante creata dai rifiuti di plastica . La grandezza stimata va dai 700.000 agli 1.6 milioni di km2. Si tratta del Pacific Trash Vortex o Great Pacific Garbage Patch e più che un’isola ha le dimensioni di un vero e proprio continente.

La plastica che troviamo nei nostri mari si foto-degrada scomponendosi in micro-particelle di micro plastiche che entrano a far parte della catena alimentare della maggior parte dei pesci finendo di conseguenza nei nostri piatti. Ma le micro plastiche non si trovano solo nelle acque, si trovano anche nell’aria, percorrono chilometri, fino ad arrivare anche in quelle aree in cui la natura sembra completamente incontaminata.

Entro il 2050 secondo il World Economic Forum, la plastica circolante negli oceani peserà 5 volte di più di tutti i pesci che lo abitano.

Ridurre la plastica: i miei 10 consigli per una vita (quasi) Plastic Free

1.  Evitare di comprare bottiglie d’acqua di plastica.
Se ce la faccio io che faccio tanto sport sono sicura che potete riuscirci anche voi. Armatevi di una borraccia di alluminio e della pazienza per riempirla ogni volta.

2. Comprare cibo sfuso. La frutta e la verdura nei supermercati è spesso confezionata con la plastica quindi nel caso in cui non trovi quello che mi serve sfuso, mi organizzo per comperarla al mercato o dal fruttivendolo (ovviamente facendo attenzione di comprare anche qui solo quella sfusa). Idem per semi oleosi e cereali. Ci sono ormai tanti negozi che li vendono sfusi, basta andare li con il proprio contenitore o sacchetto.

3. Usare una shopping bag riutilizzabile, rigorosamente in cotone o materiali naturali per fare la spesa.
Perché usare una borsa se attualmente ogni supermercato utilizza buste biodegradabili?
È stato dimostrato che la maggior parte delle buste biodegradabili dopo 3 anni vengono trovate in mare ancora intatte quindi… a voi le conclusioni.

4. Dental care consapevole. Da poco più di un anno uso spazzolini in bamboo, filo interdentale in confezione compostabile. Per quanto riguarda il dentifricio ho provato quello in pastiglie della Lush ma non è stata una bella esperienza per me quindi se avete consigli a riguardo scrivetemi pure nei commenti.
Ho provato diversi spazzolini e per ora sono stabile su humble brush sia per lo spazzolino che per il filo interdentale. Producono 2 taglie di spazzolini, per bambini e per adulti con due tipi di setole (morbide e medie) e sono del tutto compostabili a parte le setole in nylon che si tolgono facilmente con una pinzetta per sopracciglia.
Il plus è che anche la confezione è interamente compostabile.
I valori dietro ad un brand per me contano quanto i loro prodotti quindi la mia scelta è ricaduta su Humble brush anche perché devolve un tot dei ricavati alla humble smile foundation che ha una missione davvero interessante che potete trovare qui.

5. Sono ormai 5 anni che sto cercando di passare totalmente a shampoo e balsamo solidi.
Ho provato ad oggi diversi brand ma sui miei capelli tutti gli shampoo risultano troppo aggressivi facendomi ritornare al mio solito shampoo liquido ma non demordo. Ho l’ennesima saponetta da provare che aspetta solo la fine del flacone che sto usando al momento.
Conosco tantissime persone che si sono trovate bene con lo shampoo solido dal primo istante quindi è molto soggettivo. Io una prova la farei comunque!
Per quanto riguarda il balsamo l’ho eliminato creando una maschera di burro di karité, olio di mandorla e olio essenziale al rosmarino prima di lavare i capelli.

6. Eliminare assorbenti e pannolini.
Per quanto riguarda gli assorbenti esistono davvero tante valide alternative sul mercato come la coppetta mestruale o gli slip assorbenti anche se questo argomento purtroppo è ancora un grande tabù nella nostra società.
Invece negli ultimi anni i pannolini lavabili stanno iniziando a diventare sempre di più un’opzione reale per molti genitori anche se purtroppo c’è ancora molta disinformazione sull’argomento.

7. L’industria della moda è uno dei problemi più grandi quando si parla di inquinamento sotto ogni punto di vista.
Dal consumo di acqua, passando per i rifiuti tessili, per arrivare alla produzione di anidride carbonica e alle microplastiche.
Quindi si ai materiali naturali, si al cotone, lino, lana, canapa. Si allo slow fashion,  al second hand e all’abbigliamento sostenibile.

8. No scrub! Molti prodotti cosmetici, soprattutto esfolianti sono pieni di microplastiche estremamente dannose per l’ambiente e per noi. Riassumendo: le microplastiche finiscono nel mare, vengono mangiate dai pesci che spesso ritroviamo nei nostri piatti… e pensare che gli stessi risultati, se non migliori li possiamo ottenere con prodotti totalmente naturali. Io uso uno scrub con ingredienti naturali su viso e corpo: una miscela di olio di cocco e zucchero di canna. È una soluzione facile, veloce ed economica.

9. Comprare giochi per bambini in legno. I giocattoli in plastica infatti contengono delle sostanze chimiche plastificanti come ftalati e bisfenoli che vengono assorbite dalla pelle del bimbo o del neonato interferendo su equilibri ormonali fondamentali per lo sviluppo di numerosi tessuti come ovaie, testicoli e tiroide.

10. Non buttare e Riciclare. Esistono infiniti modi per riutilizzare la plastica che avete in casa, e se non vi viene in mente niente basterà fare un giro sul web per trovare tantissime idee creative!

Concludendo

Insomma… di modi per ridurre il consumo di plastica ce ne sono ancora tantissimi, ad esempio per lo spannolinamento di Matti ho scelto un vasino biodegradabile e ve ne ho parlato proprio qui, oppure possiamo evitare piatti e bicchieri di plastica e cibo take away.

E ancora, possiamo entrare nell’ottica del fare bene la raccolta differenziata.
Dai su, lo so che è una noia e spesso non sai dove vanno i vari materiali, ma online puoi trovare la tabella della raccolta differenziata della tua città, stamparla e metterla in cucina per essere sicuro di farla bene.
Fare la raccolta differenziata male vanifica tutto, oltre che in città come Milano può portare delle multe salatissime.

Basta solo iniziare a guardare le nostre abitudini sotto un altro punto di vista per diventare parte della soluzione.

Ed in fine l’ultima cosa che possiamo fare, ma non meno importante, è aumentare la consapevolezza nostra e degli altri.
Leggi, guarda, informati e poi parla, condividi, discuti.
Solo prendendo coscienza del problema possiamo fare qualcosa per risolverlo.

E quindi a te che non hai pensato “aiuto questo post non finisce più” ed hai scelto di arrivare fino alla fine, se ti è piaciuto e hai trovato qualche spunto interessante, ti chiedo di CONDIVIDERE QUESTO POST per aiutarmi a sensibilizzare le persone su questo argomento.

E se voi avete preso qualche altro provvedimenti verso una vita plastic free fatemi sapere qui sotto i vostri consigli!



Ecco il sito di Plastic Free July per trovare tanti spunti utili!

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